L'importanza di dichiararsi onesti...: Ma a loro non li boicotta nessuno

martedì, settembre 05, 2006

Ma a loro non li boicotta nessuno

Ho letto da qualche giorno l'articolo di Fabrizio Gatti su L'Espresso, non che ci sia niente di nuovo, già un film come Pummarò, di 16 anni fa, denunciava la schiavitù e lo sfruttamento degli extracomunitari nella raccolta dei pomodori (e non solo). Ora Gatti ci risbatte in faccia l'ipocrisia di una regione, la Puglia, ma anche di uno Stato, dove queste nefandezze hanno continuato il loro corso e nulla è cambiato, se non in peggio.
Ora, cari concittadini, caro popolo di pecoroni del "fa la cosa giusta" (mi ci tiro dentro anch'io), perchè non mettiamo da parte per un attimo la Nike, Coca-Cola, Nestlè et simili e pensiamo per un attimo al terzo mondo che abbiamo in casa nostra? (Il terzo mondo non sono gli immigrati, ma chi li sfrutta)
E' facile preoccuparci di lavoratori sfruttati e sindacalisti uccisi dall'altra parte del mondo e poi, quando abbiamo queste schifezze sotto al naso, far finta di non sapere...
Adesso, questi pomodori li state mangiando, digerendo, espellendo e comprandoli (freschi, pelati o passati) ve ne siete bellamente fregati di pensare a chi li ha raccolti ed al non-fare-trade che c'è dietro.
Obietterete ma non tutti fanno così! Forse, ma la maggioranza sì, per cui cominciamo a pretendere dalle aziende che commercializzano, in qualsiasi forma, pomodori ad iniziare delle campagne di controllo verso i propri fornitori. Sì, lo so, c'è collusione anche a quei livelli, ed allora chiediamo la tracciabilità del prodotto (coltivati e raccolti a....) e degli enti super-partes che effettuino dei controlli.
Non è facile, me ne rendo conto, io da domani inizio a fare una cosa: a lasciare sullo scaffale tutto ciò che arriva dalla Puglia, per iniziare.
Se è vero che abbiam voce, come consumatori, facciamoci sentire!

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