La cecità del sistema disco-cinematografico
Come al solito le "major" dimostrano di non capire nulla. Il fatto di poter mettere on-line l'acquisto di film contestualmente alla messa in commercio dei DVD poteva essere, per loro, la classica gallina dalle uova d'oro ed il modo per avviare un rapporto tra distributore e consumatore più equo rispetto a quello vessatorio che esiste al momento. Cosa faranno invece? Metterannno il contenuto digitale per il download a dei prezzi di vendita (10-20$) che poco si discostano dal costo del DVD e delle clausole di riproduzione del contenuto che potrebbero essere molto restrittive.Ho sempre sostenuto, e continuerò a farlo, che l'arte - in ogni sua forma - dovrebbe poter essere accessibile a tutti; se non gratuitamente allora ad un prezzo politico. Visto che considero la musica ed il cinema due forme d'arte condanno da anni il comportamento delle case di produzione che trattano i consumatori come degli idioti da spremere il più possibile.
Probabilmente non capiscono che, vendendo un CD a 20€, non fanno altro che scoraggiare una grossa percentuale di potenziali acquirenti dall'acquistarlo regolarmente facendo sì che questi si trasformino in "pirati" e che scarichino lo stesso CD, gratis, da internet. Uno stesso potenziale acquirente, se avesse la possibilità di acquistare lo stesso CD a 5€, comprebbe il CD senza particolari problemi. Così facendo sono arrivate a perdere, così come denunciato in Germania, fino al 45% del fatturato e la risposta è stata, in accordo con il governo tedesco, equiparare il download di musica al furto con una pena detentiva fino a 2 anni.
Qualcosa si è aperto sul fronte del download a pagamento, con prezzi però ancora troppo alti e di poco minori dell'acquisto del CD. L'unica convenienza è nel caso in cui si voglia acquistare solo un brano o due senza dover per forza comperare l'intero CD. Adesso lo stesso errore viene fatto per i film, senza però avere il vantaggio relativo alla musica.
Se fossi l'amministratore di un'azienda, a fronte di un calo di vendite con una domanda che è di fatto rimasta invariata e sapendo che abbassando i prezzi riuscirei a - quanto meno - duplicare le vendite, la prima mossa che farei sarebbe, appunto, dimezzare i prezzi di vendita. Cosa succederebbe? Nel caso che, ipotizzando uno scenario negativo, ottenessi solo il raddoppio delle vendite, il mio fatturato rimarrebbe lo stesso. L'immagine che però darei verso il mercato è quella di essere andato incontro ai consumatori dimezzando il prezzo dei miei prodotti. Allo stesso modo quel 45% di fatturato, che potremmo assumere come il 45% dei consumatori in meno, molto probabilmente ritornerebbe ad acquistare i miei prodotti. Contando poi che, oltre a quel 45%, c'è una parte di consumatori che probabilmente non ha mai acquistato i miei prodotti e che potrebbe premiare la mia mossa di mercato iniziando ad acquistarli...bè, inizierei ad "aggredire" in modo intelligente quella parte di consumatori che altrimenti considererei persi e che ora viene messa alla gogna.
Ecco, se fossi l'amministratore delegato di quest'azienda, ed i miei manager non dovessero iniziare ad agire come sopra, non ci penserei due volte a licenziarli in tronco. Ma non sono ne' un'amministratore d'azienda ne' un'economista e le mie ipotesi sono dettate da un po' di buon senso e da quel poco di marketing che ho studiato all'università.
Mi sento di chiudere affermando che, di fatto, le major sono la causa del loro stesso male e che se dovessero continuare con queste politiche cieche ed incomprensibili, meriteranno di perdere anche il 100% dei loro utili.


antonio.dibiasio





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